Tassazione degli ETF in Italia nel 2026: 26 %, bollo e minusvalenze

Aggiornato il 23 ottobre 2026

Gli ETF sono lo strumento più semplice per un piano di accumulo, ma in Italia hanno una tassazione con alcune particolarità, prima tra tutte l’impossibilità di compensare le minusvalenze con i guadagni. Ecco come funziona.

L’aliquota del 26 %

I guadagni sugli ETF, sia i dividendi distribuiti sia la plusvalenza alla vendita, sono tassati con un’imposta sostitutiva del 26 %. Non si sommano al reddito da lavoro e non fanno salire gli scaglioni IRPEF.

Per la parte del rendimento che deriva da titoli di Stato italiani ed esteri della white list, l’aliquota è del 12,5 %. Per un ETF obbligazionario governativo l’aliquota effettiva è quindi più bassa; per un ETF azionario si applica il 26 % su tutto il guadagno.

Redditi di capitale e redditi diversi: la particolarità italiana

Per gli ETF armonizzati (la grande maggioranza di quelli quotati in Borsa Italiana) la legge distingue:

  • i guadagni (dividendi e plusvalenze da vendita) sono redditi di capitale;
  • le perdite (minusvalenze) sono redditi diversi.

Le due categorie non si compensano. Se vendi un ETF in perdita, quella minusvalenza non può essere usata per ridurre le tasse su un guadagno fatto con un altro ETF. Può essere compensata solo con plusvalenze che sono redditi diversi, ad esempio quelle su azioni singole, obbligazioni, ETC o certificati, entro i quattro anni successivi.

Questa “inefficienza fiscale” è uno dei motivi per cui conviene scegliere pochi ETF e mantenerli a lungo, evitando di vendere e riacquistare spesso.

Accumulazione o distribuzione

Gli ETF a distribuzione pagano periodicamente i dividendi, su cui si paga subito il 26 %. Gli ETF ad accumulazione reinvestono i dividendi nel fondo: non si paga nulla finché non si vende. In Italia non esiste un’imposta annuale sui proventi non distribuiti, quindi con l’accumulazione le tasse vengono rinviate alla vendita e l’interesse composto lavora sull’intero capitale.

L’imposta di bollo

Ogni anno si paga l’imposta di bollo dello 0,20 % sul valore del dossier titoli, indipendentemente dai guadagni. Su un portafoglio di 50.000 € sono 100 € all’anno. Per i titoli detenuti presso intermediari esteri si paga l’IVAFE con la stessa aliquota, in dichiarazione dei redditi.

Regime amministrato o dichiarativo

  • Regime amministrato: è la banca o il broker italiano a calcolare e versare le imposte, compensando automaticamente le minusvalenze dove possibile. Non devi indicare nulla in dichiarazione. È la scelta più comoda.
  • Regime dichiarativo: tipico dei broker esteri. Devi calcolare tu le imposte e dichiararle nel modello Redditi (quadri RM, RT e RW). Più lavoro, ma a volte costi di negoziazione più bassi.

Un esempio di PAC

Con il nostro calcolatore PAC in ETF: 5.000 € iniziali e 250 € al mese per 20 anni, rendimento del 6 % annuo e costi dello 0,2 %. Hai versato 65.000 € e il portafoglio vale circa 126.100 €. Vendendo tutto, la plusvalenza di circa 61.100 € paga il 26 %, cioè circa 15.900 € di imposte. Restano circa 110.200 €, a cui vanno sottratti i bolli pagati negli anni.

Come ridurre le tasse in modo legale

  • Scegliere l’accumulazione per rinviare l’imposta e sfruttare l’interesse composto.
  • Pianificare le vendite: se hai minusvalenze da redditi diversi in scadenza, puoi compensarle con plusvalenze da azioni o ETC prima che decadano dopo quattro anni.
  • Fondi pensione: i versamenti sono deducibili dal reddito fino a 5.300 € all’anno dal 2026 (prima 5.164,57 €), i rendimenti sono tassati al 20 % (con favore per i titoli di Stato) e le prestazioni con un’aliquota dal 15 % al 9 % in base agli anni di adesione.
  • Conti deposito e titoli di Stato per la parte prudente: i titoli di Stato hanno l’aliquota del 12,5 %.

Successione

I titoli di Stato e alcuni strumenti assimilati sono esclusi dalla base imponibile dell’imposta di successione; gli ETF no. Per patrimoni importanti la pianificazione successoria è un ulteriore elemento da valutare con un professionista.

Ricorda che i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Prova diversi scenari con il calcolatore dell’interesse composto.

I risultati hanno valore puramente indicativo e non costituiscono consulenza legale, fiscale o finanziaria. Nonostante la cura posta nella loro elaborazione, possono contenere errori o non riflettere le ultime modifiche normative. simularo non può essere ritenuto responsabile delle decisioni prese sulla loro base. Condizioni d’uso